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Cosa mangio oggi? Carne di stagione, proteine e pochi grassi!

pubblicato il 27 aprile 2020

Per chi non vuole rinunciare al sapore, le carni bianche sono sempre consigliate in primavera. Il coniglio è facilmente digeribile perché contiene molte proteine, appena il 5% di grassi e soprattutto poco colesterolo (circa 60 mg per 100 g di coniglio ). Il Gruppo Giaconia ha una consolidata esperienza nell’allevamento delle carni, iniziando prima nelle sempreverdi Madonie, poi espandendosi con l'acquisto di vitelli in Piemonte ed Emilia Romagna fino a scommettere sugli allevamenti certificati di Francia, Belgio e Olanda.

Anche le carni di agnello, anatra, pollo e tacchino sono da consumare nella stagione primaverile ed è anche il momento migliore dei formaggi ovini e caprini per la loro ricchezza del latte da cui sono prodotti (latte di pecora e capra). Vi suggeriamo di prediligere i freschi o quelli poco stagionati. Gustosissimi sono quelli a breve stagionatura.

Venite a trovarci nei punti vendita del Gruppo Giaconia e fatevi consigliare le migliori carni e i saporiti formaggi preparati dalle aziende agricole del nostro territorio. Qualità a km zero significa ecosostenibilità.

È sempre ora di legumi!

Chi l’ha detto che in primavera non si mangiano legumi? È sempre ora di genuinità e freschezza, perchè i legumi sono ricchi di proteine e poveri di grassi. Nella vostra tavola non fate mancare piselli, e fave, ottimi scottati al vapore e da aggiungere alle insalate o da inserire nelle zuppe.

Piselli, l’equilibrio dell’intestino

I piselli sono un buon modo per assumere proteine, vitamine, sali minerali e fibre utili alla regolarità intestinale. I baccelli freschi di piselli (molto ricchi in sali minerali), si possono conservare e riutilizzare come ingrediente in passati e vellutate da cucinare con verdure di stagione.

Fave, crude o stufate: la ricchezza è nel ferro!

Le fave sono ideali nei menu di primavera anche per il loro elevato contenuto in ferro. Quelle più giovani (verde chiaro) sono ottime da mangiare anche crude, mentre generalmente si consumano cotte/stufate.

Le fave sono controindicate per chi è affetto da favismo, una patologia genetica che determina l’assenza di un enzima capace di metabolizzare alcune sostanze presenti in questo legume, quindi attenzione. Anche le fave ci aiutano a non sprecare: provate le scorze di fave spadellate!