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IN SICILIA I MORTI “BUONI” BATTONO ANCORA STREGHE E FANTASMI DI HALLOWEEN

pubblicato il 2 Novembre 2014

Se nell’aria si respira l’atmosfera da “dolcetto o scherzetto” di Halloween, In Sicilia il 2 Novembre rimane legato  alla tradizione della Festa dei Morti, quella in cui i parenti defunti fanno visita ai più piccoli e portano loro dolci e regali. In realtà le due feste sono un po’ l’una il rovescio della medaglia dell’altra. Entrambe infatti celebrano i defunti, ma se Halloween e tutte le sue tradizioni hanno come obiettivo quello di allontanare i morti,  le zucche intagliate con dentro una candela servono appunto per allontanare le anime, per la tradizione siciliana i propri cari tornano dall’al di la e vengono in qualche modo festeggiati.
I “morti” siciliani sono morti buoni che, vuole la tradizione, nella notte fra l’1 e il 2 novembre vadano nelle case dei parenti e lascino doni ai bambini. Sono ancora tanti i piccoli che la mattina del 2 si svegliano alla ricerca dei regali nascosti e, in tutte le parti dell’Isola, continuano ad essere allestite le fiere dei morti in cui di nascosto mamma e papà comprano i giocattoli.

Come ogni festa in Sicilia, anche questa ha il suo risvolto gastronomico. Caramelle e dolciumi esistono anche nella tradizione anglosassone ma qui il “dolcetto o scherzetto?”, ripetuto di porta in porta dai bambini nella notte di Halloween, serve a placare eventuali maledizioni ai padroni di casa. Nella tradizione siciliana invece dolci e biscotti sono regali lasciati dai morti per i propri cari o, viceversa, prelibatezze preparate per accogliere i propri parenti che tornano dall’aldilà. Il cosiddetto “cannistru” (cestino), a volte sostituito da una tavola imbandita preparata in ogni casa, viene così riempito della tipica frutta martorana, i dolci preparati con la pasta di mandorle, dei particolari biscotti chiamati ” crozzi i mottu” (ossa di morto), di taralli ciambelle rivestite di glassa zuccherata, e di tetù bianchi e marroni, anche questi biscotti ricoperti i i primi di zucchero a velo, i secondi di polvere di cacao. Il tutto è poi arricchito da frutta secca di ogni tipo.
Tradizione tutta palermitana quella dei pupi di zucchero, noti come pupaccena. Si tratta di statuette di zucchero dipinte che tradizionalmente ritraevano i paladini. Il nome pupaccena deriva da una leggenda secondo cui un nobile arabo caduto in miseria li offrì ai suoi ospiti per sopperire alla mancanza di cibo prelibato. In alcune parti della Sicilia poi, la mattina del 2 novembre, viene preparata anche la muffoletta, una pagnotta calda “cunzata” (condita) con olio, sale, pepe e origano, filetti di acciuga sott’olio e qualche fettina di formaggio primosale.
E se ad Halloween i morti escono dalle loro tombe e vanno in giro di casa in casa, usanze simili si conservano ancora in alcune parti della Sicilia. Ad Erice, in provincia di Trapani, e a Cianciana, in provincia di Agrigento, i defunti escono dalla Chiesa dei Cappuccini nel primo caso e dal Convento di S. Antonino dei Riformati nel secondo. A Partinico, nel palermitano, i morti indossano un lenzuolo e a piedi scalzi, con torce accese e recitando alcune litanie, percorrono le strade del paese. Stessa usanza nel catanese, per la precisione ad Acireale, dove con indosso un lenzuolo girano per la città rubando doni ai venditori per poi darli ai bambini. (meteoweb.eu).

Ecco tutte le ricette:

I CROZZI ‘I MOTTU

I TETÙ

GLI ‘NZUDDI

I PIPAREDDI

FRUTTA DI MARTORANA

PUPI RI ZUCCARU

MUFFOLETTA