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La piramide alimentare: come è cambiata la lista della spesa

pubblicato il 27 aprile 2018

Tutti andiamo alla ricerca della lista della spesa perfetta ma quanti di noi la scrivono seguendo la piramide alimentare?

Nel carrello vorremmo mettere cibi golosi ma nutrienti. Un desiderio che potrebbe sembrare impossibile ma che, in realtà, è abbastanza semplice da realizzare.

Basterà fare attenzione agli ingredienti da acquistare e scegliere con cura le ricette che possano valorizzarli.  La dieta mediterranea è quella che caratterizza il nostro territorio. Nei prossimi approfondimenti ti spiegheremo nel dettaglio questo orientamento nutrizionale. Questa volta ci limiteremo a sintetizzarlo nel suo messaggio estrinseco. Il regime alimentare suggerisce di mangiare un po’ di tutto senza eccedere con i grassi o gli zuccheri.

Su questa base è stata realizzata la “piramide alimentare” che, negli anni, si è “sdoppiata” per suggerire un nuovo modello nutrizionale.

La “doppia piramide” o “piramide inversa”, come sono state definiti i due schemi, tracciano una guida che suggerisce una salutare lista della spesa. Seguendo questo schema non si potrà sapere non solo “cosa mangiare” e con “quale” frequenza. La piramide inversa, infatti, mostra visivamente l’impatto ambientale che provoca la produzione di ciascun cibo.

La lista della spesa intelligente

Cosa suggerisce la tradizionale piramide alimentare?
Nel 1992, quando fu creata dal dipartimento dell’agricoltura americano, la guida dietetica era strutturata in orizzontale. Solo in seguito è diventata a forma piramidale. Una scelta mirata a mostrare immediatamente all’osservatore la quantità di cibi da assumere in proporzione alla qualità dei valori nutrizionali. Questo schema triangolare prevede 7 scalini. Partendo dalla base e salendo fino in cima si trovano:

Si tratta solo di un orientamento che deve essere interpretato con cura. Per fare un esempio è consigliato scegliere carni magre e distinguere i grassi “buoni” da quelli “cattivi”.
Questo orientamento non è universale perché è stato reinterpretato in relazione alle colture di ciascun paese o dei diversi regimi alimentari. Esiste, per fare un esempio, una piramide alimentare vegetariana. Quella che noi suggeriamo, ovviamente, è la “nostra”, quella cioè legata alla dieta mediterranea.

La piramide inversa

La Barilla Center for Food and Nutrition ha voluto aggiungere alla tradizionale piramide alimentare un altro schema: quello dell’impatto alimentare.
Mangiare sano e prendersi cura dell’ambiente possono essere due aspetti dello stesso modello. Ed è per questo che le due piramidi sono orientate in senso opposto. I cereali, ad esempio, hanno un bassissimo impatto ambientale. L’inquinamento prodotto per la loro coltivazione, trasformazione e commercializzazione è minimo. Dall’altra punta, invece, si registra un notevole dispendio energetico per preparazione di dolci o alimenti ad alto contenuto di grassi.

La piramide alimentare “giustificata”

Il cibo fa parte della vita quotidiana di qualsiasi individuo. I nutrizionisti e gli analisti, però, hanno notato che non sempre si ha la consapevolezza di “come” vada utilizzato.
Per supportare le persone a mangiare bene è stato ampliato lo schema piramidale. Calcolando quantità e frequenza di assunzione dei cibi è possibile bilanciare al meglio l’apporto proteico e l’indice glicemico. A circoscrivere questo schema sono state elencate le buone abitudini di vita tra cui:

La piramide alimentare, rimasta pressoché invariata da quella tracciata quasi 30 anni fa, indica quali alimenti includere:

Eventuali modifiche possono essere suggerite dal medico in presenza di particolari condizioni di salute o intolleranze alimentari. Le indicazioni tracciate, infatti, vanno considerate per un individuo adulto e di costituzione sana.
Essere consapevoli di quello che si mangia è fondamentale per mantenere una sana e robusta costituzione. Scegliere ingredienti sani, prodotti a Km vero o a Km zero o dalla chiara tracciabilità è una buona prassi da mantenere. Non si tratta di rinunciare alla “buona tavola” ma, al contrario, di poter godere pienamente dei prodotti della natura.