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Occhio allo spreco a tavola! Le buone pratiche per un’alimentazione senza buttar nulla

pubblicato il 29 ottobre 2019

Mangiare è un atto di responsabilità. Ecco perché nella lotta allo spreco alimentare, il Gruppo Giaconia è sensibile alle buone pratiche contro ogni eccesso. Una recente indagine della Fao, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, ha stimato che in Italia un anno di spreco di cibo potrebbe sfamare quasi 44 milioni e mezzo di persone. Dati che allarmano, considerato che ogni anno a livello mondiale più di un terzo della produzione di cibo si perde o si spreca lungo la filiera: la stima è di circa 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti sprecati solo considerando la frazione commestibile. Per contrastare ogni spreco a tavola, l'Enea ha racchiuso in un decalogo i comportamenti corretti da seguire quotidianamente.

  1.  Aiutati con la lista della spesa e valuta il più possibile quanto cibo può essere consumato in un pasto medio: così potrai evitare acquisti inutili e avanzi con conseguenti sprechi.
  2. Controlla la scadenza dei prodotti, pensando a quando utilizzarli: il mancato consumo si traduce automaticamente in uno spreco.
  3. Fai attenzione alle etichette: scegli prodotti che riportano informazioni su tecnologie o ingredienti che aiutano a limitare lo spreco alimentare. Il latte, ad esempio, può essere sottoposto a processi (come la pastorizzazione Esl, Extended Shelf Life, o la microfiltrazione) che ne mantengono inalterate le proprietà estendendone però la 'vita sullo scaffale'. Alcuni prodotti come biscotti, grissini, fette biscottate vengono arricchiti con aromi di origine vegetale estratti con processi sostenibili che prevengono l’irrancidimento in modo naturale e sicuro.
  4. Scegli prodotti con indicato il destino della confezione a 'fine vita': così contribuirai a ridurre la quantità di indifferenziata nell’immondizia.
  5. Preferisci il biologico: riduce i consumi energetici di agricoltura e industria alimentare di almeno il 25%, consente di limitare le emissioni di CO2 e non inquina le falde acquifere con fertilizzanti e fitosanitari di sintesi.
  6. Utilizza alcuni semplici accorgimenti per allungare e migliorare la conservazione dei cibi. Condisci insalate e verdure solo al momento di servirle: così si mantengono più a lungo e possono essere consumate in pasti successivi.
  7. Prova a utilizzare gli avanzi per inventare nuove pietanze: con fantasia e creatività potrai cucinare piatti gustosi evitando di sprecare alimenti.
  8. Dopo feste e ricevimenti, valuta se gli avanzi possono essere consumati a breve e invita gli ospiti a portare con loro parte di quello che è avanzato.
  9. Informati sui programmi contro lo spreco alimentare della tua città, oppure prendi contatto con le onlus che raccolgono gli avanzi di cibo 'buono' e lo ridistribuiscono a chi ne ha bisogno.
  10. Metti gli avanzi di cibo nella raccolta dell’umido (se vuoi anche insieme agli shopper in bioplastica biodegradabile e compostabile): si trasformeranno in ottimo compost 'fatto in casa', creando valore sia per le minori spese di smaltimento (ogni tonnellata di frazione organica in discarica costa alla comunità circa 200 euro, cioè il 50% delle spese totali per la gestione dei rifiuti), sia perché il compost può essere commercializzato a un valore che può variare da 20euro/ton per i prodotti all’ingrosso a circa 3 euro per kg per prodotti venduti al minuto.