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Quante chiacchiere, è Carnevale! Storia di una festa dolciaria

pubblicato il 11 febbraio 2019

Quando dite Carnevale avete l’acquolina in bocca? È proprio così, soprattutto se pensate alla tradizione dolciaria di questa festa mondiale ormai alle porte. Il dolce più tipico del carnevale sono le chiacchiere, diffuse in tutta Italia ma
con nomi diversi.

Secondo gli storici questi dolci, chiamati frictilia, si mangiavano durante i Saturnali (corrispondente al nostro Carnevale) dell'impero romano. Anticamente si accompagnavano al sanguinaccio ed era una preparazione molto sostanziosa, fritta nello strutto, e precedeva i giorni di magra della Quaresima.

CHIACCHIERE E SFINGI, VARIETA’ FA RIMA CON BONTA’

Non di solo chiacchiere è fatto il gustoso Carnevale in Sicilia, perché anche la classica pignolata è uno dei dolci tipici della nostra terra. Un agglomerato di palline di impasto fritte e ricoperte di miele. Una vera bontà per i palati…

E poi ci sono loro: le “sfinci” o “sfingi”. Preparazione semplice, sapore impareggiabile. Da servire con una spruzzata di zucchero a velo o arrotolate nel miele. Ottime anche quelle con l’aggiunta di uva sultanina, magari da accompagnare a un vino liquoroso. Ma tenete in considerazione questa opzione per i palati più golosi: provate a servirle con una crema di limone.

LA RAVIOLA, DOLCE “POVERO” MA INTENSO

Altra tipicità dolciaria siciliana è la raviola di ricotta, che deriva dalla cultura contadina che sapendo abbinare pochi e semplici ingredienti ha portato sulle nostre tavole tante prelibatezze. Le mezzelune farcite di ricotta fresca e ricoperte di zucchero a velo o miele, infatti, non possono mancare nel vassoio delle golosità di Carnevale.

LA TESTA DI TURCO, TRA STORIA E LEGGENDA

Nelle Madonie, dove il Gruppo Giaconia è presente da trent’anni con i suoi punti vendita diventando un punto di riferimento della grande distribuzione, tra le tipicità dolciarie spicca la Testa di Turcu, ossia la testa di turco, preparato soprattutto nel comune di Castelbuono. La sua origine risale alla dominazione araba che, secondo una leggenda tramandata negli anni, venne
preparato in occasione della sconfitta da parte dei normanni. Allora i cittadini festeggiarono la liberazione con la preparazione di questo dolce tipico.

La testa di turco è costituita da una sottile sfoglia di pasta fritta ed una crema di latte profumata alla cannella, con una aggiunta di limone.