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UNA ROSA CHE AIUTA A CRESCERE

pubblicato il 9 maggio 2014

Una rosa che aiuta a crescere

Dal 7 al 10 maggio in tutti i punti vendita Conad saranno in vendita le piantine di rosa a favore della Fondazione Centri Giovanili Don Mazzi

Anche quest’anno per la festa della mamma, scegli di regalare una piantina di rosa. Dal 7 al 10 maggio, nei punti vendita Conad sarà possibile acquistarla per donare a tutte le mamme un pensiero floreale. Con questo gesto sosterremo in maniera concreta i Centri Giovanili Don Mazzi, che da anni sono impegnati nella prevenzione dei disagi giovanili. Per ogni piantina di rosa, infatti, Conad devolverà parte del ricavato alla Fondazione Centri Giovanili Don Mazzi. Questo importante sostegno è stato reso possibile grazie alla partnership tra Conad e la Fondazione Centri Giovanili Don Mazzi, che aiutano a crescere in modo sano migliaia di giovani adolescenti. La loro mission è trasmettere ai ragazzi una “Tremenda Voglia di Vivere”, restando attivi su tutto il territorio nazionale con luoghi di aggregazione e di sano divertimento. Lì i giovani possono ritrovarsi e coltivare talenti mostrando il meglio di sé. Con l’idea di “arrivare prima” del disagio, i Centri Giovanili Don Mazzi si rivolgono agli adolescenti e alle famiglie attraverso 4 ruote educative: sport, musica, teatro e volontariato.

Un motivo in più per coltivare un amore speciale.

L'intervista  a Don Mazzi

Perché nasce la Fondazione Centri Giovanili Don Mazzi?

Nasce perché i nuovi disagi e i problemi, come alcol, droga e altre dipendenze, non possono più essere gestite come negli anni ’80. Questi centri sono un’evoluzione delle comunità, perché non si basano solo sul sostegno e la riabilitazione, piuttosto svolgono un’azione preventiva. Noi dobbiamo arrivare prima che il disagio si crei.

La Fondazione Centri Giovanili Don Mazzi a chi si rivolge?

Agli adolescenti, perché il mondo adolescenziale è sicuramente il più delicato.

Quanto sono diversi gli adolescenti di oggi rispetto a quelli di vent’anni fa?

L’adolescenza oggi è anticipata. Vent’anni fa era una fase lenta che copriva i 13-15 anni, oggi si verifica tra gli 11 e i 12 anni e avviene in maniera esplosiva. Non abbiamo ancora capito il perché, ma tra i miei chiodi fissi c’è la ristrutturazione della scuola media inferiore. Bisogna ripensarla, perché è ferma a 50 anni fa. I ragazzi di oggi devono poter essere, attraverso attività formative creative, stimolati e appassionati dall’educazione. Bisognerebbe che la scuola fosse strutturata in modo più flessibile per riuscire a non annoiarli.

Quali sono le insidie più pericolose che i giovani di oggi possono incontrare?

Rischiando di essere banale, dico il computer e il telefonino. Se fino a poco tempo fa era lo spinello, l’alcol… ora moltissimi ragazzi si chiudono in casa (e in loro stessi) per restare davanti al computer. Non lo demonizzo, assolutamente: la tecnologia ha molti aspetti positivi, ma se devo dire è anche la dipendenza madre da cui derivano e partono altre dipendenze.
Uno degli obiettivi della Fondazione è aiutare i giovani a sentirsi responsabili.

In che modo è possibile farlo?

Facendoli creare, facendoli partecipare insieme ad altri alla creazione di un qualcosa.
Nelle realtà di oggi (famiglia e scuola), non li coinvolgiamo e questo è sbagliato. Si trovano tutto pronto, tutto fatto e non va bene. Dobbiamo farli diventare protagonisti di quello che creano.

Quanto è importante la dimensione del gioco nei bambini, uomini di domani?

La dimensione del gioco è importante fino ai 100 anni di età. I nostri bambini non giocano più, ma l’uomo deve giocare, per poter divertirsi, gioire, sentirsi libero.
La Fondazione si propone di promuovere e diffondere luoghi di aggregazione sani, dove i giovani possono coltivare in modo altrettanto sano il loro essere.

Quali sono le attività in grado di portare a quella che lei definisce “la vera nascita dell’individuo”?

In realtà sono molto semplici e si basano sull’uso terapeutico di attività sportive, quali la mountain bike, la barca e la camminata.
È attraverso un percorso fisico che si può compiere un percorso interiore capace di farci crescere.
Sono moltissimi i progetti che la Fondazione promuove, dalla musica al teatro, passando per la lettura e lo sport.

Di quale di questi progetti va più fiero?

Di tutti, perché partono dalle idee di Don Bosco. La differenza è che noi le abbiamo rese attuali.

Chi lavora nei Centri Giovanili Don Mazzi?

Moltissime persone, da educatori ad animatori, e anche allenatori, atleti e musicisti.

Come si può sostenere la Fondazione Centri Giovanili Don Mazzi?

Con gli sms, quando capita l’opportunità di seguire progetti che prevedono di donare tramite telefonino, oppure attraverso la donazione del 5xmille o con l’acquisto di una piantina di rose, come questa iniziativa con Conad prevede.

www.fcgdonmazzi.org